martedì 8 maggio 2012

Buongiorno politicanti

Le elezioni amministrative hanno avuto luogo e i nostri cari politicanti si sono svegliati di soprassalto. Responsabili del loro brusco riavvicinamento alla realtà, due categorie di cittadini italiani: gli irresponsabili astensionisti e i famigerati seguaci dell'antipolitica. I primi, in una piovosa giornata di maggio hanno deciso che forse era meglio rimanere a casa a bere un thè,  piuttosto che dar credito a chissà chi, che tanto poi passate le elezioni...promesse...proclami....si , è meglio rimanere in casa, fuori piove, magari per votare questi quattro furfanti ci becchiamo pure un malanno. I secondi, invece, seguaci dell'antipolitica, cani sciolti non riconducibili a nessun gregge, chi sono costoro? Etichettati antipolitici in modo a mio parere scorretto e denigratorio. Forse sarebbe meglio esprimersi così: cittadini che sono contro il modo attuale di fare politica, che poi politica non è, ma è solo avere un certo scrupolo per i propri interessi con soldi e strumenti pubblici. I padroni della baracca non ci verranno ora a dire che il solo modo di far politica  è il loro...perchè ora è andata così, ma se non si cambia mentalità alla prossima tornata elettorale potrebbe andare anche peggio. Hai visto mai che lor signori si debbano mettere a lavorare?

martedì 1 maggio 2012

Il lavoro e i politici

Buon primo maggio a tutti.
In questa giornata di primavera si ricordano i lavoratori e i sacrifici fatti per poter lavorare, per portare a casa la pagnotta, in anni dove il lavoro era visto come un pericoloso momento di autoaffermazione e indipendenza, riscatto sociale per provare a spezzare le catene della schiavitù proposta da latifondisti, padroni e politici asserviti. Oggi la festa dei lavoratori si pone come un momento di lotta per la conservazione del posto di lavoro e di mantenimento del tenore di vita imposto dall'alto. Ormai i cittadini non sono più considerati lavoratori ma bensì consumatori, quindi il lavoro è funzionale solo in relazione ai  soldi che vengono messi in circolo per acquistare cose spesso inutili. Questo momento di crisi fa pensare. Come sempre pagano i più deboli, coloro che dopo aver studiato anni, fatto master, specializzazioni e altro si ritrovano precari sottopagati in aziende in crisi economica e di risultati. L'idea del lavoro oggi è considerata un lusso; come i diritti dei lavoratori in un paese ormai avvelenato che cerca spasmodicamente di spiarne  i doveri. Purtoppo, anche in questo caso la politica italiana ne esce malconcia. Devo essere sincero, oggi non vorrei vedere politici su palchi imbandierati che spacciano idiozie riguardo una materia che spesso conoscono poco, e che ancora meno hanno praticato. La maggior parte di loro nella vita o sono stati cresciuti nelle sezioni dei partiti a pane e propaganda o ancor peggio sono avventurieri privi di qualsiasi forma di cultura e umanità pronti a tuffarsi nel fiume più redditizio. Ma cosa ne sanno questi signori della frustrazione della ricerca di un lavoro oppure di come viene falcidiato uno stipendio in una famiglia monoreddito da un mutuo trentennale. La festa dei lavoratori è la cosa più distante dalla vita di questi politicanti da boudoire, perchè laddove c'è una festa dei lavoratori, c'è un occasione per criticare duramente l'opera dei pseudopolitici di casa nostra impegnati solo a far quadrare i loro bilanci personali, e che bilanci, a scapito appunto dei lavoratori, ultimo anello della catena, quelli che in ultima analisi permettono ancora ai pedali della Nazione di girare. Nonostante tutto.

sabato 14 aprile 2012

La sceneggiata politica continua...

Con una certa sorpresa abbiamo appreso dai notiziari la scelta del Comune di Roma di limitare la presenza degli artisti di strada, confinandoli in aree prestabilite, e il divieto, alle pittoresche comparse in costume da centurione romano, di farsi fotografare con i turisti sotto il Colosseo. A dire il vero, smaltita  la sorpresa, mi viene da pensare che questi provvedimenti non mi sembrano fondamentali né  per il risanamento del paese e né per contribuire a migliorare il decoro urbano della città...anzi...però,   come troppo spesso succede in terra italica, soprattutto in periodi di crisi, ovvero quando i piranha cominciano a trovare più ossa che carne, i nostri "illuminati" politici mettono in atto "la legge di Robin Hood al contrario" dove il primo e basilare articolo recita: "Rubare ai poveri per dare ai ricchi". Veramente geniale. Gli artisti di strada nelle città a vocazione turistica di tutta Europa, ingentiliscono e aprono, nei posti dove si esibiscono, la porta del mondo dell'immaginazione, del fantastico, in cambio di pochi spiccioli concessi loro in maniera del tutto libera e volontaria. Analogo discorso per i "centurioni" sotto il Colosseo, che si porgono come un' occasione per scattare una foto simpatica al turista di turno in cambio di 5 Euro. Ora, nella mia parziale miopia, accetto suggerimenti per scoprire dov'è il marcio da eradicare in queste attività. Però con un pò di sforzo ci sto arrivando. Probabilmente sono due categorie di temutissimi evasori fiscali; però se per ripianare il bilancio dello stato siamo costretti a rovistare nei cappelli degli artisti di strada siamo messi drammaticamente male. D'altro canto il provvedimento è in linea con "la legge di Robin Hood al contrario", quindi provvedimento legittimo con l'indirizzo politico-economico di questo governo tecnico. Austero il monito del capo dello Stato: "Evasori indegni dell'Italia", tutto giusto, applausi, ma sarebbe stato opportuno che il Presidente proclamasse anche: "Politici indegni dell'Italia", si perchè i primi evasori e utilizzatori per affari privati di denaro pubblico, sembra siano proprio loro; i padroni o a volte i lacchè di lusso dei padroni  di questo vaporetto che sta virando sempre più a destra. Napolitano ne sia consapevole. In conclusione vorrei complimentarmi con il Presidente Monti per l'acume dimostrato nel reperire i fondi per la Protezione Civile: 5 centesimi in più sui carburanti. Avanti così...e noi paghiamo!

giovedì 12 aprile 2012

Limine


Sono strani i momenti di transizione, quando il bruco non è ancora farfalla, ma suo malgrado non è più bruco, quando siamo entrati dal portone del palazzo, ma non siamo ancora dentro casa, quando il viaggio si sta per concludere, ma ancora non si è concluso.
Un breve racconto....

Limine

Stanno venendo a prendermi; sento i loro passi; sento le loro voci. Si avvicinano; incomincio a sudare e non ho più saliva. Si, sono loro, nessun altro può venire a quest’ora della notte. Si avvicinano sempre di più, sono due, forse tre; mi sento sempre peggio… il cuore…batte all’impazzata,sto perdendo il controllo. Li sento sempre più vicino, ogni secondo di più, ogni minuto è una vita che passa veloce, troppo veloce. Ora apriranno la porta; non posso pensarci. E pensare che ero venuto qui a cercare aiuto. Ora sono alla mercè di passi che mi percuotono il cervello in quest’ora della notte. Sono vittima di quattro o sei gambe che ritmicamente mi accompagnano in un viaggio senza ritorno. Se non fossi inchiodato al letto, come Cristo alla croce, potrei tentare di fuggire; forse dalla finestra,siamo al pianterreno. Ma non posso alzarmi,sono troppo debole e poi non ho gli occhiali, non so dove li hanno messi, inciamperei al primo ostacolo. Il sudore scende dappertutto, i capelli sono già completamente bagnati. Ho caldo, un caldo tremendo, vorrei inumidirmi le labbra con un po’ d’acqua. La finestra è aperta. I passi sono sempre più decisi e determinati ad arrivare qui. Sto impazzendo. Gli aghi che ho conficcati nelle braccia sono come i chiodi inflitti nelle mani di Nostro Signore,sono dei vincoli che non mi lasciano sfuggire alla sofferenza. Psichica più che fisica. In un modo o nell’altro voglio fuggire da qui. Voglio andare.Magari quando arriveranno io non ci sarò. Non ci sarò più. Per sempre in fuga dalla notte. Notte senza fine. Venite, venite pure…non mi troverete…Ah…una fitta tremenda, come un accento su una nota di dolore. Non riesco a muovere le gambe…eccoli sono dietro alla porta. Si sono fermati…certo, si staranno preparando per un ingresso trionfale, da vincitori. Sarò la loro vittima; ma solo quando non ci sarò più. Ora sento nitidamente il loro odore, loro avranno nelle narici il mio, la loro preda. Uno ha messo la mano (o la zampa) sulla maniglia della porta, l’ingranaggio della serratura scatta, sobbalzo nel letto, il cuore dopo una lunga corsa si ferma una volta, poi un’altra per riprendere in modo più concitato il suo lavoro ritmico, ora aritmico, poi di nuovo ritmico. Il malessere sale, ogni cellula del mio corpo è martoriata dall’attesa; non c’è nessuno al mio fianco. La porta si apre, entra una tenue luce azzurra, intravedo un ombra, fa un passo, stavolta silenzioso. E’ nella camera. Ora sento solo il mio cuore, le vibrazioni del mio corpo esausto, sfinito. Trattengo il fiato.Volto la testa verso la porta, scorgo la luce azzurrognola,la mia vista è confusa, non vedo ombre, poi di colpo sento un alito di vento fresco sul volto. Non odo alcun passo, tutto sembra acquietarsi, mi rivedo bambino in braccio a mia madre, sento chiaramente il fischio acuto di mio padre che torna dall’officina.Il vento sul volto aumenta d’intensità, fresco, profumato di erba appena tagliata. Entrerà dalla finestra aperta…o dalla porta, sarà forse questa luce azzurra ad essere profumata di campagna? Il corpo sta diventando un estraneo,d’altronde che me ne faccio di una macchina rotta oramai non più riparabile.Il mare… si, il mare, di colpo riempie la mia mente, placido e assolato ma anche agitato in una lunga notte di tormenta invernale. Quante volte mi sono addormentato in riva al mare con il canto dei gabbiani come sottofondo.Il risveglio, con la pelle leggermente arrossata dal sole, vissuto ogni volta come un regalo .Ora i regali sono finiti e la mia pelle è pallida.Mi sento leggero, il cuore gioca a nascondino,mentre si espande nel mio corpo e anche fuori dai confini corporei,sento mio il mondo,sento di appartenergli come lui appartiene a me,siamo una cosa sola. Cosa sarei stato senza di lui, e ancora più importante, cosa sarebbe stato il mondo senza di me? Gli sono grato per avermi dato l’occasione di sorridere a qualcuno, aver detto “ti amo”, “non preoccuparti”, “è molto bello !”,ascoltare musica, assaporare piatti e vini eccezionali, ricordare ed essere ricordato, aver occupato i pensieri di qualche sconosciuto incontrato per la strada, aver suscitato delle impressioni.La porta si chiude, la luce azzurra svanisce, il vento profumato di erba appena tagliata si placa. I passi svaniscono.
Silenzio.
L'Isola di Montecristo-foto di Sergio Battista
Ma ci sono ancora, eccomi, mi vedo a letto, immobile, la stanza buia che si illumina con  l’energia di tutte le emozioni vissute, dei pensieri prodotti, delle risa scoppiate irrefrenabilmente, dell’amore dato incondizionatamente.Il silenzio qui non è assenza, negazione,buio, ma è un qualcosa di luminoso, non tangibile, carico di energia. E’ un ammonimento. Si legge nell’aria della stanza la somma di tutte le frasi che abbiamo letto, le parole che abbiamo detto, le intenzioni che abbiamo espresso. Abbiamo? Perché sto usando il plurale? Già, in fondo non siamo soli al mondo, quello che siamo lo dobbiamo anche agli altri, e ci portiamo via sempre qualcosa da qualcuno, come il mare che erode la sabbia o il vento che erode le rocce. Quando ce ne andiamo erodiamo i sentimenti di un qualcuno che resta e gli diamo forma come il mare da forma alla sabbia e il vento plasma le rocce.Ciò che resta la chiamiamo memoria; immateriale, sfuggente, è il punto dove l’erosione ci ha attaccati e dove ha lasciato l’impronta indelebile  della sua presa leggera. La memoria è allo stesso tempo oggetto e luogo, quando vogliamo possiamo incontrare di nuovo la persona andata, in quel posto nascosto nella nostra mente di cui solo noi conosciamo la strada per giungervi, come un appuntamento tra due amanti, gelosi custodi del loro segreto. 

lunedì 9 aprile 2012

Il merito questo sconosciuto

La tempesta politica legata all'afflusso di denaro di incerta natura nelle casse di quei comitati d'affari che noi riconosciamo con un termine vetusto come "partiti", ripropone il tema della moralità e del merito, mai così lontane dagli usi e costumi di questo povero paese. Leggendo le cronache di casa Lega, si viene a conoscenza di una povertà morale sconcertante. Un ragazzo di "normale" levatura culturale che si trova con incarichi in Regione, con un certo peso nel partito di appartenenza, alla guida di auto di prestigio con al proprio fianco starlette con voglia di apparire (... in realtà,  in questo magma di dubbio gusto, non si capisce chi vuole apparire al fianco di chi...). Il tutto condito dal diploma preso a punti dal medesimo ragazzo di "buona famiglia". Proclami, demagogia, mancato rispetto della diversità, ormai il grido di battaglia "Roma ladrona" svuotato di un qualsiasi significato. I soldi elargiti da "Roma ladrona" serviti per ristrutturare ville, aprire scuole private, e chissà quanto altro che ci sfugge sotto il naso...bè, sapete noi non possiamo sapere tutto, per buona parte della giornata lavoriamo per pagare i mutui, gli affitti, le rate delle auto; ma questa gentaglia data in prestito alla politica, quando mai ha lavorato? Il dato sconcertante che emerge prepotentemente è che l'Italia viaggia a due velocità: chi ha già la pappa pronta e chi, qualsiasi cosa faccia, non ce l'avrà mai. Già, l'Italia è sempre più il paese dei poteri forti e dei poteri occulti, dove avere un "santo in paradiso" non è conveniente ma fondamentale. E questo si ripete pedissequamente in tutti i campi: dalla politica al mondo della cultura, dall'editoria al mondo accademico, e via dicendo. L'importante è sempre garantire visibilità al potere di qualsivoglia colore, la validità delle idee e delle persone è rigorosamente in secondo piano, se non addirittura superfluo. Stiamo tornando all'assetto della società medievale: il signore, vassallo, principe o chi per lui, disponeva dei propri sudditi; solo lui poteva decretare la fortuna o la disgrazia della persona. Arbitro della situazione specifica. Società basata sul soggettivismo assoluto; tutto avviene in famiglia o tutto al più entro le mura, dove per ingraziarsi i favori del principe si è disposti a tutto. Lecitamente o illecitamente. Questo è gravato dal fatto che in Italia è tutto difficile. Qualsiasi attività si voglia intraprendere porta con sè ostacoli di natura burocratica e organizzativa, e ciò, secondo me, non è casuale. In questo modo si rende necessario l'intervento del potente di turno di ogni ordine e grado, oppure la rinuncia all'idea, allo sviluppo del progetto. L'eliminazione di chi è fuori dai ranghi. La società della raccomandazione, il paese meraviglioso dove una "segnalazione" può tutto, appiana qualsiasi asperità della strada, unge ingranaggi di qualsiasi natura. Ormai siamo di fronte al fatto che, nella maggior parte dei casi, successo, ricchezza, fama sono inversamente proporzionali al livello morale e culturale del soggetto che li possiede. E questa, perdonatemi, la vedo come una grave anomalia della nostra società, dove vengono sovvertite tutte le regole fondanti la nostra civiltà. Secoli di storia del pensiero. Le regole di convivenza che ci vengono insegnate a scuola da maestre, ovviamente, sottopagate ( certo, per le nostri classi dirigenti, forse, non fanno un lavoro importante!). Ciò che è più grave di questo periodo di crisi, non è tanto il suo aspetto economico, quanto il profondo senso di perdita di tutti i riferimenti morali e culturali congiunto alla forte miopia di chi siede, con la pancia piena, nella stanza dei bottoni che, ahimè, lascia poche speranze di ripresa, almeno nel medio-breve termine.

sabato 7 aprile 2012

Prima Lusi, poi Bossi...


Prima Lusi, poi Bossi, poi ancora….probabilmente le parole non servono più. L’Italia non merita questo. Il 6° paese più industrializzato del mondo a braghe calate. Tra questi parassiti di pseudopolitici, evasori fiscali, amministratori di beghe di non chiara natura, corruzione, raccomandazioni…e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Queste quattro righe per dire che in Italia i soldi ci sono, soltanto la loro distribuzione andrebbe rivista.



Altro che articolo 18…..

Auguri di Buona Pasqua, che sia occasione per una rinascita spirituale e morale.

mercoledì 4 aprile 2012

I lati positivi della crisi

Tutto ha origine negli anni '80 con il termine coniato da Roberto D'Agostino: Edonismo Reaganiano. Con questa espressione, frutto della creatività linguistica di D'Agostino si indica la tendenza marcatamente individualista che la società prese appunto negli anni '80, quindi forte rilancio al libero mercato, tagli alla spesa pubblica e dove possibile riduzione delle imposte. Questo indirizzo socio-politico con forti accenti economici è stato quello poi fatto proprio da Berlusconi negli anni seguenti in Italia e del quale ora vediamo  i risultati sia economici che soprattutto culturali. Da quegli anni in poi, sedurre e voglia sfrenata di piacere sono stati gli ideali da perseguire per ottenere prestigio e ricchezza, a scapito di valori pregnanti la società italiana fino ad allora come la solidarietà, la giustizia sociale e l'equità. Il liberismo sfrenato sostituisce, in quegli anni, i valori delle due grandi correnti ideali che si erano contrapposte dal dopoguerra, ossia i valori cattolici e il comunismo. Entrambi caratterizzati, seppur nelle grandi differenze ideologiche, da sentimenti di solidarietà, equità e desiderio di centralità dello Stato. Il libero mercato sfrenato ha portato sul mercato infinità di merci e servizi da consumare che ha spinto i cittadini a farli propri, sottolineando l'importanza delle loro scelte e delineando in base a queste il proprio status. Guardando dall'osservatorio dei nostri giorni questa evoluzione del consumismo, oggi che magari forse è meglio fare a meno del superfluo, la domanda sull'opportunità di questo momento di crisi sorge spontanea. Ma non è che forse un rallentamento dei consumi possa essere salutare? E' utile un ridimensionamento?
Per poter rispondere a queste domande bisogna premettere che molti economisti sostengono che nel celeberrimo PIL non vada incluso solo l'elemento strettamente economico e produttivo caratterizzante il paese ma anche il livello della qualità della vita degli abitanti, che non si misura con quanti aggeggi elettronici sono in loro possesso ma con la possibilità che hanno per accedere a servizi sanitari, scolastici e culturali. Quindi, seguendo queste linee guida, si evince che la ricchezza di un paese si  misura anche sulla serenità e sulla felicità, prima di tutto morale, dei suoi abitanti. E la sanità, la scuola e la cultura hanno prevalentemente bisogno del sostegno dello Stato. Basti pensare che la qualità della vita è alto ad esempio nei paesi scandinavi dove c'è un'alta imposizione fiscale. Ne consegue che pagare le tasse non è una jattura se quei soldi vengono impiegati in maniera virtuosa. Questo potrebbe essere il momento di cambiare abitudini e modi di pensare, per alleggerire il nostro impatto sull'economia e perchè no, sul pianeta. Un buon esempio può essere quello di una grassa signora che  inizia una dieta ferrea per dimagrire. Una volta raggiunto il suo obiettivo cosa sarà opportuno, che riprenda a mangiare sconsideratamente 7 volte al giorno oppure che cambi abitudini alimentari per mantenere i risultati, conseguiti con impegno e fatica?
Proprio questo potrebbe essere il nostro obiettivo. Lasciamo che i politici, finanzieri, banchieri prendano i loro provvedimenti. Noi prendiamo i nostri. Sobrietà. Sempre, non solo ora che ci dicono che c'è la crisi (strano...fino a un'anno fa Berlusconi diceva che in Italia non sarebbe arrivata...si, ma questa è un'altra storia).